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Emopoiesi clonale correlata a età avanzata associata a esiti avversi


L'incidenza dei tumori ematologici aumenta con l'età. Questi tumori sono associati a mutazioni somatiche ricorrenti in geni specifici. Si è ipotizzato che tali mutazioni siano rilevabili nel sangue di alcune persone in cui non sono noti disturbi ematologici.

Sono stati analizzati i dati di sequenziamento dell’intero esoma dal DNA nelle cellule del sangue periferico di 17.182 persone non-selezionate per fenotipi ematologici.
Sono state cercate le mutazioni somatiche individuando le varianti a singolo nucleotide caratterizzate in precedenza e piccole inserzioni o delezioni in 160 geni che sono ricorrentemente mutati nei tumori ematologici.
La presenza di mutazioni è stata analizzata per un'associazione con fenotipi ematologici, sopravvivenza ed eventi cardiovascolari.

Le mutazioni somatiche rilevabili erano rare in persone di età inferiore ai 40 anni, ma sono aumentate sensibilmente di frequenza con l'età.

Tra le persone tra 70 e 79 anni di età, 80 e 89 anni e 90 e 108 anni, queste mutazioni clonali sono state osservate nel 9.5% ( 219 persone su 2.300 ), 11.7% ( 37 su 317 ) e 18.4% ( 19 su 103 ), rispettivamente.

La maggior parte delle varianti si è verificata in 3 geni: DNMT3A, TET2 e ASXL1.

La presenza di una mutazione somatica è stata associata a un aumento del rischio di cancro ematologico ( hazard ratio, HR=11.1 ), a un aumento di mortalità ( HR=1.4 ) e all'aumento dei rischi di malattia coronarica incidente ( HR=2.0 ) e di ictus ischemico ( HR=2.6 ).

In conclusione, l’emopoiesi clonale legata all'età è una condizione comune associata ad un aumento del rischio di cancro ematologico e a mortalità per tutte le cause, con quest'ultima probabilmente dovuta a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. ( Xagena2014 )

Jaiswal S et al, N Engl J Med 2014;371:2488-2498

Emo2014 Onco2014



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